Tre anni e 8 mesi di reclusione. Questa è la pena inflitta dal giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, nei confronti di un venticinquenne originario della Guinea e residente da tempo ad Agrigento.

Le accuse riguardano maltrattamenti, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, lesioni personali e spaccio di droga.

La vicenda: aggressione e arresto

Il caso è iniziato con l’arresto del giovane, avvenuto il 3 febbraio dell’anno scorso, dopo un episodio di violenza contro la compagna nei pressi della stazione centrale di Agrigento. Durante l’aggressione, l’uomo ha colpito la donna con calci e pugni, provocandole traumi al volto, al busto e agli arti.

I carabinieri, intervenuti per difendere la vittima, sono stati a loro volta aggrediti dal giovane che, nel tentativo di divincolarsi, ha causato lievi lesioni agli agenti.

La donna ha successivamente sporto denuncia, raccontando di essere stata vittima di continui maltrattamenti a causa della gelosia e dell’abuso di alcol e droga da parte del fidanzato.

Minacce e violenza domestica

Secondo quanto riportato dalla vittima, l’uomo l’avrebbe minacciata con frasi inquietanti come: “Giuro su mia madre e su Allah che ti ammazzo, tu devi morire” e “O stai con me o sparirai dalla circolazione, morirai”.

La donna ha inoltre dichiarato di essere stata sequestrata in casa, chiusa a chiave e costretta a non uscire.

L’aggressione in strada si sarebbe verificata proprio dopo il tentativo della donna di fuggire dalla situazione oppressiva in cui si trovava.

Accuse di spaccio e proscioglimento parziale

Dalle indagini sui fatti di violenza domestica sono emerse ulteriori accuse legate allo spaccio di marijuana e hashish. I carabinieri hanno analizzato il cellulare del giovane e contattato alcuni conoscenti, i quali hanno confermato di aver acquistato droga da lui.

Durante il processo, il venticinquenne è stato difeso dall’avvocato Leonardo Marino e prosciolto dall’accusa di sequestro di persona, poiché la donna ha ritirato la querela. Cadute anche alcune aggravanti legate allo spaccio di stupefacenti. Il pubblico ministero Elettra Consoli aveva inizialmente chiesto una condanna a 6 anni.

La vicenda ha suscitato forte indignazione in città, con numerose associazioni locali che hanno espresso solidarietà alla vittima e chiesto maggiori tutele per le donne vittime di violenza.

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri.