È diventata definitiva la condanna a 10 anni di carcere per un anziano di 73 anni, residente in un comune dell’Agrigentino, accusato di violenza sessuale su una bambina di 9 anni, figlia di una coppia di amici.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della difesa, confermando la sentenza emessa nei precedenti gradi di giudizio.
La vicenda risale al 2021
I fatti risalgono al 2021, quando l’uomo – secondo l’accusa – avrebbe approfittato della presenza della minore nella sua abitazione, dove si trovava per un pranzo in famiglia.
La bambina sarebbe stata attirata nel garage di casa con la scusa di mostrarle alcuni giochi. Lì l’imputato le avrebbe regalato caramelle, bracciali e 5 euro, per poi palpeggiarla e baciarla.
Un gesto che, secondo quanto riferito dalla minore, si sarebbe ripetuto anche nel pomeriggio, poco dopo il pranzo. «Mi ha toccata e baciata. Sono scappata dentro casa dove c’era sua moglie. Dopo pranzo è successo di nuovo», ha raccontato in aula la bambina, durante l’audizione protetta.
Il racconto della minore e le indagini
Il racconto shock della vittima ha trovato riscontro nelle valutazioni degli esperti. Una psicologa, ascoltata nel processo, ha riferito che la bambina avrebbe raccontato anche di episodi simili subiti da altre coetanee, circostanze che però non sono entrate nel capo d’imputazione.
Le indagini sono state avviate dai carabinieri, dopo le denunce presentate dalla madre e dalla nonna della piccola, allarmate dal comportamento della bambina e dalle sue confidenze.
Gli investigatori hanno ricostruito i fatti e avviato l’iter giudiziario che ha portato, infine, alla condanna definitiva.
La Cassazione chiude il caso
Dopo le condanne in primo grado e in appello, ora anche la Cassazione ha messo il sigillo sulla sentenza: l’uomo è definitivamente colpevole di violenza sessuale aggravata su minore. Nessun margine, quindi, per ulteriori impugnazioni.
Una vicenda che ha profondamente scosso la comunità agrigentina, e che si chiude con una pena severa per un reato gravissimo, consumato nel contesto familiare e con modalità che hanno aumentato il turbamento dell’opinione pubblica.































