Assoluzione piena per i cinque medici imputati nel processo relativo alle gravi conseguenze riportate da un neonato dopo un parto avvenuto all’ospedale di Agrigento nel settembre 2018.

Il giudice monocratico Michele Dubini ha pronunciato una sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste”, accogliendo la tesi difensiva secondo cui l’operato dei sanitari fu corretto e conforme alle procedure in un contesto definito “improvviso e non prevedibile”.

Anche il pubblico ministero aveva chiesto l’assoluzione, condividendo le conclusioni delle consulenze tecniche che avevano escluso responsabilità mediche.

Gli imputati erano accusati di aver aggravato una complicanza insorta durante il parto, omettendo inoltre di annotare nell’atto clinico una manovra ritenuta non consentita.

A giudizio erano finite Lucia Maria La Marca, 52 anni, ginecologa; Isabella Patti, 39 anni, ostetrica; Rosa Ferraro, 47 anni, ginecologa; e Graziella Carlino, 61 anni, ostetrica.

A difenderli gli avvocati Giuseppe Scozzari, Angelo Sutera, Calogero Meli, Pier Luigi Cappello e Claudia Salvaggio.

Al centro del procedimento vi era la gestione di una grave “distocia di spalla”, complicanza in cui il neonato rimane parzialmente incastrato durante il parto, generando sofferenza fetale acuta e lesioni cerebrali.

L’istruttoria dibattimentale ha escluso che la manovra contestata sia stata praticata e ha attribuito l’esito clinico alla stessa complicanza, evento che può verificarsi anche in presenza di assistenza adeguata.

Le valutazioni tecniche emerse nel processo hanno confermato l’assenza di un nesso causale tra la condotta dei sanitari e l’esito drammatico del parto, conducendo alla piena assoluzione.

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri.