Nonostante il prestigioso riconoscimento di Capitale Italiana della Cultura 2025, Agrigento si presenta in condizioni tutt’altro che dignitose.
A lanciare l’ennesimo allarme è l’associazione ambientalista Mareamico, che da anni chiede, inascoltata, un intervento concreto per la pulizia delle spiagge e del borgo marinaro di San Leone fin dall’inizio della stagione primaverile, con particolare riferimento al periodo compreso tra Pasqua e ottobre.
Nel mirino dell’associazione non solo lo stato di abbandono in cui versano tratti costieri e aree pubbliche, ma anche la gestione delle risorse pubbliche.
Mareamico denuncia infatti che, a fronte di ben 238.000 euro spesi in manifestazioni legate al titolo di Capitale della Cultura, le spiagge risultano ancora invase da rifiuti e, in alcuni casi, colpite da sversamenti fognari in mare.
“Non è accettabile – si legge nella nota dell’associazione – che in una città candidata a rappresentare la cultura italiana si debba ancora assistere a scene di degrado ambientale.
Da anni chiediamo a sindaci di ogni colore politico – da Piazza a Miccichè, passando per Zambuto e Firetto – di avviare una seria politica di manutenzione e decoro urbano. Le risposte, però, sono sempre mancate”.
Mareamico sottolinea come, secondo quanto dichiarato anche dal Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, alcune voci di spesa avrebbero potuto essere riconsiderate:
“Non ci si venga a dire che le somme non potevano essere stornate per esigenze urgenti – spiega l’associazione – perché la priorità doveva essere il decoro della città e l’accoglienza dei turisti”.
Un’occasione mancata, insomma, secondo Mareamico, che denuncia l’ennesimo spreco di risorse pubbliche in eventi “discutibili e poco apprezzati”, a fronte di un’emergenza ambientale che continua a compromettere l’immagine e la vivibilità di Agrigento.





























