Avrebbero minacciato di morte un minorenne, pretendendo da lui 500 euro come risarcimento per il presunto furto di alcuni utensili da un magazzino di proprietà di uno degli imputati.
Per queste accuse, il giudice per l’udienza preliminare di Agrigento, Micaela Raimondo, ha disposto il rinvio a giudizio nei confronti di A. C., 35 anni, della moglie C. V., 37 anni, di A. C., 62 anni, e di G. R., 20 anni.
La difesa, rappresentata dagli avvocati Teresa Alba Raguccia, Maria Luisa Spoto e Graziella Vella, aveva chiesto di riqualificare il reato in esercizio arbitrario delle proprie ragioni, ma l’istanza non è stata accolta.
Il minorenne coinvolto si è costituito parte civile nel procedimento, assistito dall’avvocato Monica Malogioglio.
Secondo la ricostruzione della Procura, i fatti risalgono al maggio 2024: i quattro imputati avrebbero minacciato il giovane, arrivando — in una circostanza — a puntargli una pistola in bocca, per costringerlo a restituire il presunto valore del furto, quantificato in 500 euro.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Agrigento, hanno permesso di raccogliere diversi elementi a carico degli imputati, che dovranno ora comparire davanti al Tribunale per rispondere delle accuse.





























