Due defunti mai visti prima, sepolti nella cappella gentilizia di famiglia al cimitero di Bonamorone.
Nessuna comunicazione, nessun preavviso. Solo il silenzio da parte del Comune, che ignora le richieste di chiarimento dei legittimi proprietari. È accaduto ad Agrigento, in una vicenda surreale e dai tratti pirandelliani.
Tutto inizia lo scorso anno, quando una famiglia agrigentina scopre con sgomento che, all’interno della propria cappella privata, si trovano le salme di due persone completamente estranee.
A ottobre, i titolari della cappella scrivono al Comune chiedendo spiegazioni ufficiali. Ma da Palazzo dei Giganti nessuna risposta. Il silenzio istituzionale prosegue per mesi.
Dopo aver inutilmente sollecitato l’Amministrazione comunale, i familiari si rivolgono alla Procura e, successivamente, al TAR di Palermo. Il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso, dichiarando illegittimo il silenzio dell’Ente e imponendo al Comune l’obbligo di fornire, entro 60 giorni, una risposta chiara e motivata sulla vicenda.
In caso contrario, come previsto dalla normativa vigente, sarà il Prefetto a sostituirsi al Municipio per garantire il rispetto dei diritti dei cittadini coinvolti.
Una vicenda che solleva non solo interrogativi sul rispetto delle regole nei cimiteri comunali, ma anche sulla trasparenza e sul dovere di risposta da parte delle istituzioni.





























