Il Tribunale di Agrigento ha condannato un istituto di credito a risarcire oltre 30 mila euro a una coppia di coniugi che aveva investito, senza esserne pienamente consapevole, in titoli cosiddetti “illiquidi”, strumenti finanziari difficili da rivendere e caratterizzati da un elevato rischio di perdita del capitale.
La sentenza arriva al termine di una lunga battaglia legale condotta dagli avvocati Giuseppe Accolla e Federica Cumbo, che hanno dimostrato come la banca non avesse fornito ai clienti informazioni chiare, complete e trasparenti sulla natura dell’investimento proposto nel 2013.
Secondo quanto accertato in giudizio, l’istituto di credito non avrebbe rispettato gli obblighi di correttezza e trasparenza previsti dalla normativa in materia di intermediazione finanziaria.
Il giudice ha quindi riconosciuto la responsabilità dell’istituto, condannandolo a restituire ai due coniugi le somme perdute, oltre agli interessi maturati nel tempo.
Una decisione che assume particolare rilievo nel contesto della tutela del risparmio e dei piccoli investitori, spesso esposti a prodotti complessi e ad alto rischio senza un’adeguata consapevolezza.
La decisione del Tribunale di Agrigento rappresenta un nuovo precedente a favore dei risparmiatori che, negli ultimi anni, hanno visto erodere i propri capitali a causa di investimenti in titoli illiquidi e prodotti finanziari strutturati, spesso sottoscritti senza una reale consapevolezza dei rischi connessi.





























