Il Tribunale di Agrigento ha condannato un istituto di credito a risarcire oltre 30 mila euro a una coppia di coniugi che aveva investito, senza esserne pienamente consapevole, in titoli cosiddetti “illiquidi”, strumenti finanziari difficili da rivendere e caratterizzati da un elevato rischio di perdita del capitale.

La sentenza arriva al termine di una lunga battaglia legale condotta dagli avvocati Giuseppe Accolla e Federica Cumbo, che hanno dimostrato come la banca non avesse fornito ai clienti informazioni chiare, complete e trasparenti sulla natura dell’investimento proposto nel 2013.

Secondo quanto accertato in giudizio, l’istituto di credito non avrebbe rispettato gli obblighi di correttezza e trasparenza previsti dalla normativa in materia di intermediazione finanziaria.

Il giudice ha quindi riconosciuto la responsabilità dell’istituto, condannandolo a restituire ai due coniugi le somme perdute, oltre agli interessi maturati nel tempo.

Una decisione che assume particolare rilievo nel contesto della tutela del risparmio e dei piccoli investitori, spesso esposti a prodotti complessi e ad alto rischio senza un’adeguata consapevolezza.

La decisione del Tribunale di Agrigento rappresenta un nuovo precedente a favore dei risparmiatori che, negli ultimi anni, hanno visto erodere i propri capitali a causa di investimenti in titoli illiquidi e prodotti finanziari strutturati, spesso sottoscritti senza una reale consapevolezza dei rischi connessi.

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri.