Il Gup del Tribunale di Agrigento, Giuseppa Zampino, ha emesso la sentenza nei confronti di due imputati coinvolti nell’agguato mortale avvenuto il 28 febbraio 2023 davanti a una concessionaria d’auto al Villaggio Mosè.
Calogero Zarbo, 42 anni, è stato condannato a 14 anni e 4 mesi di reclusione, mentre Domenico Avanzato, 38 anni, ha ricevuto una pena di 13 anni e 3 mesi. Entrambi rispondono di omicidio come reato non voluto e tentato omicidio in concorso.
La ricostruzione: spedizione punitiva finita nel sangue
I due imputati, insieme ai fratelli Roberto e Angelo Di Falco, sarebbero partiti da Palma di Montechiaro per vendicare una truffa legata alla vendita di un’auto pagata con un assegno scoperto. Obiettivo del raid punitivo: il commerciante autore della presunta truffa.
La situazione, però, è degenerata: Roberto Di Falco, armato, avrebbe tentato di sparare al venditore, ma quest’ultimo – nel tentativo di difendersi – ha spostato la mano dell’aggressore facendo partire un colpo che ha colpito mortalmente proprio Di Falco, che è deceduto per colpo d’arma da fuoco all’addome.
Tentato omicidio del figlio del concessionario
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Angelo Di Falco, dopo aver visto cadere il fratello, avrebbe puntato un’arma contro il figlio del concessionario, ma la pistola si sarebbe inceppata.
Questo ha impedito un secondo delitto. Anche per questo gesto si contesta il tentato omicidio in concorso.
Il fratello della vittima, Angelo Di Falco, è stato rinviato a giudizio con un procedimento separato.
La sentenza: pene superiori alle richieste del PM
Il pubblico ministero Gaspare Bentivegna aveva chiesto 12 anni e 8 mesi per Avanzato e 13 anni e 4 mesi per Zarbo, ma il giudice ha inflitto pene più severe.
La vittima designata dell’aggressione si trovava seduta sul sedile del conducente dell’auto quando è iniziato il pestaggio.
Risarcimenti e parte civile
I due condannati, difesi dagli avvocati Giuseppe Barba, Antonio Ragusa e Antonio Impellizzeri, dovranno risarcire il figlio del concessionario, costituitosi parte civile tramite il legale Salvatore Cusumano.































