Giovanni Campagna ha rassegnato ufficialmente le dimissioni dal suo incarico, dopo essere stato coinvolto nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Agrigento su un presunto sistema di appalti truccati.
Il suo nome compare tra i quattordici soggetti iscritti nel registro degli indagati. Secondo gli inquirenti, Campagna avrebbe avuto un ruolo centrale nel pilotaggio dell’appalto da 37 milioni di euro per il rifacimento della rete idrica del Comune di Agrigento.
Nell’indagine, coordinata dal procuratore Giovanni Di Leo e dal sostituto Rita Barbieri, figurano anche nomi di rilievo politico e amministrativo.
Tra questi, l’ex assessore regionale e attuale deputato all’ARS Roberto Di Mauro, il dirigente dell’UTC di Licata Sebastiano Alesci e l’imprenditore Giuseppe Capizzi, sindaco di Maletto. L’accusa contestata è turbativa d’asta.
Secondo la ricostruzione della Procura, l’appalto sarebbe stato assegnato al consorzio Della, riconducibile a Capizzi, nonostante l’assenza di requisiti economici e strutturali, e con un ribasso superiore al 30%.
Campagna e Di Mauro, sempre secondo l’impianto accusatorio, avrebbero agevolato ritardi strategici nell’allestimento del cantiere, in attesa della prima tranche del finanziamento.
Le irregolarità non si fermerebbero qui: sarebbero emersi subappalti non autorizzati e il rifiuto da parte dell’impresa di consegnare al direttore dei lavori documentazione ritenuta essenziale, inclusa quella relativa a un provvedimento interdittivo che avrebbe colpito la stessa società aggiudicataria.
Sul caso era intervenuto anche il deputato regionale Ismaele La Vardera, che aveva presentato un’interrogazione parlamentare e sollecitato le dimissioni di Campagna.
Dimissioni che sono state accolte dal nuovo assessore Francesco Colianni, subentrato a Di Mauro lo scorso mese, il quale inizialmente aveva confermato Campagna come capo della propria segreteria.





























