La Commissione regionale Antimafia, presieduta da Antonello Cracolici, ha avviato una procedura di acquisizione degli atti relativi alla maxi inchiesta sugli appalti pubblici truccati nella provincia di Agrigento.

Al centro delle indagini anche il deputato regionale e già assessore all’Energia del governo Schifani, Roberto Di Mauro.

Il suo nome, inizialmente coperto da un omissis, è emerso nelle ultime ore con la notifica del provvedimento di “accertamenti tecnici irripetibili”, finalizzati all’analisi dei dispositivi elettronici sequestrati nel corso delle perquisizioni.

Secondo l’accusa, Di Mauro avrebbe “promosso e diretto” una vera e propria organizzazione criminale insieme all’architetto Sebastiano Alesci, dirigente dell’Ufficio tecnico comunale di Licata.

A coordinare l’inchiesta, i magistrati Giovanni Di Leo e Rita Barbieri della Procura di Agrigento, che ipotizzano reati gravi: turbata libertà degli incanti e corruzione.

Nel mirino della magistratura anche un appalto da oltre 37 milioni di euro per il rifacimento della rete idrica di Agrigento. Tra gli altri indagati figurano Giovanni Campagna, segretario particolare di Di Mauro, e Giuseppe Capizzi, sindaco di Maletto, oltre allo stesso Alesci.

Cinque soggetti sono stati arrestati in flagranza di reato dalla Squadra Mobile durante l’operazione. Solo Alesci è stato successivamente rimesso in libertà: la Procura di Gela, territorialmente competente per l’arresto avvenuto a Butera, ha infatti deciso di non richiedere la convalida.

L’indagine ha suscitato l’interesse della Commissione Antimafia regionale che, nei prossimi giorni, analizzerà gli atti per valutare eventuali responsabilità istituzionali e promuovere un approfondimento a livello politico.

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri.