La Polizia di Stato ha eseguito due fermi nei confronti di un 34enne e un 47enne, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del delitto di omicidio e distruzione di cadavere.
I due sono gravemente indiziati per la morte di un uomo di 72 anni, il cui corpo è stato ritrovato semicarbonizzato nelle campagne di Alcamo (Trapani) nella tarda serata del 9 maggio 2025.
L’operazione, condotta dalla Squadra Mobile di Palermo su delega della Procura della Repubblica, è il risultato di intense indagini scattate l’8 maggio, dopo la denuncia di scomparsa presentata dal figlio della vittima.
L’uomo aveva riferito che la vettura del padre era rimasta coinvolta in un incidente ad Alcamo il giorno precedente, e che uno degli occupanti si era dato alla fuga.
Grazie a uno scrupoloso lavoro investigativo, portato avanti con il supporto della Squadra Mobile di Trapani e dei Commissariati di Partinico e Alcamo, è stato individuato il 34enne, abituale frequentatore della vittima, che si era spostato in Calabria tentando di rendersi irreperibile, adottando accorgimenti come lo spegnimento del cellulare e il cambio di aspetto.
Il secondo sospettato, 47 anni, era stato invece coinvolto direttamente nell’incidente stradale. Dopo essere stato trasportato in ospedale, si era arbitrariamente allontanato, fornendo alle autorità dati falsi sul proprio domicilio.
Quando si è ripresentato spontaneamente, indossava abiti con evidenti segni di bruciatura.
Le indagini hanno portato il 34enne a condurre gli investigatori nel luogo in cui era stato abbandonato e incendiato il cadavere, già localizzato grazie al tracciamento satellitare dell’auto della vittima.
Le prove raccolte, incluse intercettazioni ambientali e dichiarazioni ritenute inattendibili dai due fermati, hanno rafforzato il quadro indiziario.
I due uomini sono stati quindi sottoposti a fermo di indiziato di delitto e condotti nel carcere “Lo Russo” di Palermo. In data odierna, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo ha convalidato i fermi, applicando per entrambi la misura cautelare della custodia in carcere.
Le indagini proseguono per ricostruire il movente e le fasi dell’atroce delitto che ha scosso le comunità di Alcamo e Partinico.





























