Un semplice messaggio su WhatsApp, apparentemente inviato dalla figlia, è bastato per far cadere un anziano nella trappola di un presunto truffatore.
La Procura di Agrigento ha concluso le indagini preliminari nei confronti di un 47enne, accusato di truffa aggravata ai danni dell’uomo.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il raggiro risalirebbe al dicembre 2023. L’indagato avrebbe contattato l’anziano spacciandosi per la figlia e chiedendo un bonifico urgente di 650 euro, motivando la richiesta con una presunta emergenza.
Il pensionato, convinto di essere d’aiuto al familiare, avrebbe effettuato il pagamento senza sospetti.
Solo dopo alcune ore, resosi conto dell’inganno, l’uomo ha denunciato l’accaduto ai carabinieri. La Procura, coordinata dal procuratore Giovanni Di Leo, ha avviato le indagini individuando il presunto autore del raggiro.
Tuttavia, l’uomo è risultato irreperibile al momento della notifica dell’avviso di conclusione delle indagini.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Fabio Inglima Modica, potrà adesso accedere agli atti e valutare eventuali strategie in vista del processo.
L’episodio riaccende l’attenzione sui sempre più frequenti raggiri via messaggio, che colpiscono soprattutto persone anziane attraverso tecniche di impersonificazione dei familiari.
Le forze dell’ordine invitano a non rispondere a richieste economiche sospette e a chiedere sempre conferma telefonica, prima di effettuare qualsiasi transazione.





























