Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Agrigento, Micaela Raimondo, ha assolto una quarantenne di Campobello di Licata accusata di avere percepito indebitamente il reddito di cittadinanza per 16 mesi.
La donna, difesa dagli avvocati Alfonso Neri e Davide Calì, è stata scagionata con la formula “perché il fatto non costituisce reato”.
Secondo l’accusa, la donna avrebbe dichiarato una residenza diversa da quella reale e omesso di comunicare che l’ex marito le versava 500 euro al mese per il mantenimento delle figlie.
Circostanza che, secondo la normativa vigente nel 2021, avrebbe comportato la perdita del diritto al sussidio destinato ai cittadini in difficoltà economica.
Il pubblico ministero, al termine della requisitoria, aveva chiesto la condanna a un anno e otto mesi di reclusione.
La difesa, invece, ha sostenuto che non vi fosse alcun dolo nella condotta della donna, che avrebbe agito in buona fede. Una tesi ritenuta fondata dal giudice, che ha deciso per l’assoluzione.





























