Un 35enne di Canicattì, N.L., è tornato in carcere dopo aver violato l’obbligo di dimora e aver aggredito brutalmente tre persone.

L’uomo, già arrestato due mesi fa per aver picchiato e sputato contro alcuni poliziotti all’interno di un ospedale, era stato rimesso in libertà con il solo obbligo di dimora.

Tuttavia, la nuova aggressione ha portato il giudice Emanuela Caturano a disporre l’aggravamento della misura cautelare.

La nuova aggressione

L’incidente è avvenuto in pieno centro, quando il 35enne ha prima pestato un sessantenne che si era rifiutato di dargli del denaro.

Successivamente, avrebbe preteso un passaggio da un conoscente che si trovava in auto con la figlia di 10 anni. Al rifiuto dell’uomo, lo avrebbe aggredito con calci e pugni.

Un amico della vittima, intervenuto in difesa, è stato a sua volta colpito con ginocchiate al volto e al capo, riportando ferite al viso dopo essere stato colpito con un telefono cellulare.

Dopo questo secondo episodio di violenza, la polizia si è recata a notificare l’ordinanza di aggravamento della misura cautelare.

Il 35enne ha tentato di fuggire a piedi ma è stato prontamente bloccato dagli agenti. Durante la perquisizione, effettuata con l’assistenza del legale Calogero Lo Giudice, è stato trovato in possesso di un tamburo di una pistola.

Il giudice ha quindi disposto il trasferimento in carcere per il 35enne, considerata la gravità e la reiterazione delle condotte violente.

Precedenti

Due mesi fa, era stato arrestato dopo aver aggredito alcuni poliziotti in ospedale, arrivando persino a sputargli addosso. Nonostante l’episodio violento, il giudice aveva concesso la libertà con obbligo di dimora. Tuttavia, il nuovo episodio ha fatto scattare il provvedimento di aggravamento.

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri.