“Quello che è accaduto ieri rappresenta uno spartiacque nella storia politica della nostra città.” Con queste parole il consigliere comunale Angelo Cuva commenta quanto avvenuto durante la seduta del 6 novembre, interrotta a seguito di una discussione accesa sul tema dello stadio comunale.
Cuva, in una nota diffusa sui social, ha espresso profonda amarezza per l’episodio definendolo “un’aggressione che con la politica non ha nulla a che vedere”.
Il consigliere ha spiegato che la seduta è stata sospesa perché l’assessore – e al tempo stesso consigliere – Ficarra avrebbe “invitato” Cuva a non trattare più l’argomento, sostenendo di ricevere minacce “per colpa nostra”.
“Una motivazione assurda – commenta Cuva – che offende il ruolo delle istituzioni. Nessuno può zittire un consigliere comunale durante una seduta pubblica.
Continuerò a parlare di stadio comunale, Centro Comunale di Raccolta, dissesto finanziario, impianti sportivi, edilizia scolastica, gestione dei rifiuti e beni confiscati alla mafia, tutte le volte che lo riterrò necessario.”
Il consigliere ha poi rivolto un appello diretto all’assessore Ficarra: “Se riceve minacce, le denunci alle autorità competenti. Se non riesce a svolgere serenamente il proprio incarico, si dimetta. Ma soprattutto, mantenga un tono rispettoso nell’aula consiliare, che è la casa di tutti i cittadini.”
Cuva ha criticato anche l’atteggiamento del sindaco Vincenzo Corbo, presente durante i fatti:
“Il suo sorrisetto, in un momento così grave, è apparso non solo poco elegante ma profondamente inappropriato. Parliamo dello stesso sindaco che, in dieci anni di amministrazione, non è stato capace di realizzare neppure mezzo stadio, nonostante le promesse.”
Infine, Cuva ha ringraziato i numerosi cittadini e colleghi che gli hanno espresso solidarietà, ribadendo la volontà di proseguire nel suo impegno politico:
“La città di Canicattì mi ha affidato un ruolo che continuerò a svolgere con orgoglio, dedizione e rispetto. Ma resta l’amarezza per una serata che segnerà in negativo la storia politica della nostra città.”






























