A quattro anni dalla beatificazione del magistrato Rosario Angelo Livatino, nella città di Canicattì si è tenuta una cerimonia davvero carica di emozione.
Il corpo del “magistrato ucciso dalla mafia” è stato mostrato ai fedeli riuniti in via Rosario Livatino, in occasione di una funzione religiosa che ha attirato migliaia di devoti.
Dopo aver concluso il processo di ricognizione canonica, il corpo del Beato Livatino “è stato trovato integro ma non incorrotto” come spcificato da Don Giuseppe Lentini , notaio del Tribunale ecclesiastico .
Il corpo del Beato Livatino è stato esposto alla venerazione dei fedeli in un’apposita urna, rivestito della toga e con una maschera in silicone che ripropone i lineamenti del viso e le mani.
Folla commossa e profonde riflessioni sulla mafia
L’esposizione del corpo del Beato Livatino ha richiamato migliaia di fedeli, che hanno assistito in silenzio rispettoso all’evento.
Il corpo resterà visibile nella chiesa di Santa Chiara a Canicattì fino al 18 maggio. Poi, il sarcofago verrà chiuso e sarà riaperto il 21 settembre, anniversario dell’uccisione di Livatino.
Sono previste ulteriori aperture nei giorni 3 ottobre, ricorrenza del suo compleanno, e 10 maggio, data in cui si celebra la sua beatificazione.
La comunità di Canicattì, insieme ai tanti fedeli provenienti da tutta la Sicilia, ha espresso grande rispetto e commozione per la figura del martire della giustizia, simbolo di lotta contro la mafia e esempio di fede incrollabile.
L’evento si è concluso con una preghiera collettiva e un invito a riflettere sull’importanza della legalità e della fede come valori fondamentali nella vita quotidiana, affinché siano di guida e coraggio per tutti.

































