Il Consiglio comunale di Canicattì ha approvato la proposta per intitolare una strada a Sergio Ramelli, militante del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975 in un agguato politico.
La mozione, presentata dal gruppo Fratelli d’Italia, è stata sostenuta da dieci consiglieri del partito.
Non è mancata la contrapposizione politica: i rappresentanti della Democrazia Cristiana, del Movimento Cinque Stelle e l’assessore–consigliere Massimo Muratore hanno votato contro o si sono astenuti.
Da segnalare anche numerose assenze tra i banchi del Partito Democratico e del Movimento per l’Autonomia, che non hanno preso parte alla votazione.
Un’iniziativa dal respiro nazionale
L’intitolazione si inserisce in una campagna nazionale di Fratelli d’Italia volta a ricordare la vicenda di Ramelli come momento di riflessione sulla violenza politica degli anni Settanta.
Secondo il partito della premier Giorgia Meloni, la sua storia rappresenta un’occasione per promuovere una memoria condivisa e una pacificazione civile.
Le reazioni politiche a Canicattì
Il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Giancarlo Granata, ha espresso soddisfazione per l’approvazione della mozione:
«Intitolare una via a Sergio Ramelli significa ricordare una tragedia italiana e mandare un segnale di distensione in un momento storico in cui il clima sociale è spesso segnato da tensioni e manifestazioni che degenerano in violenza.»
Dalla parte opposta, il segretario cittadino del Partito Democratico, Gaetano Vella, ha manifestato perplessità, definendo la scelta come una possibile appropriazione simbolica da parte di ambienti dell’estrema destra:
«La figura di Ramelli – pur drammaticamente vittima della violenza politica – viene oggi utilizzata come simbolo identitario da una parte politica che richiama valori vicini al neofascismo.»
Un dibattito ancora aperto
L’intitolazione della via a Sergio Ramelli continua dunque a generare un confronto acceso tra le forze politiche locali.
La decisione del Consiglio comunale apre un capitolo delicato nella memoria storica della città, ponendo al centro il tema della violenza politica e del significato che essa assume oggi nella società contemporanea.





























