La conferma è arrivata nei giorni scorsi dall’Istituto Spallanzani di Roma: è stata la tossina botulinica a provocare l’ondata di ricoveri che ha coinvolto decine di residenti di Canicattì, assistiti negli ospedali di Canicattì, Agrigento e Caltanissetta.
I casi più gravi sono quelli di un 57enne e di una 18enne, entrambi finiti in Rianimazione all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. L’uomo è uscito dal coma solo da pochissimi giorni.
Oltre alla conferma scientifica che si è trattato di botulino, gli specialisti hanno ricostruito con precisione la dinamica degli eventi.
I primi episodi di malessere risalgono al 21 dicembre e si sono susseguiti fino all’ultimo giorno del 2025: per giorni numerosi canicattinesi si sono rivolti ai pronto soccorso o ai medici di famiglia lamentando dolori addominali e disturbi gastrointestinali.
In una prima fase si era pensato a semplici intossicazioni alimentari, frequenti nel periodo delle festività quando si tende a esagerare con il cibo.
Nonostante le terapie, però, molti pazienti continuavano a stare male e, con il passare dei giorni, sono emerse complicanze via via più serie, fino ai due casi finiti in Terapia intensiva per gravi problemi neurologici.
Resta da chiarire con certezza l’alimento da cui è partita la contaminazione.
In un primo momento si era diffusa l’ipotesi dello sgombro, ma le valutazioni più recenti fanno ritenere più probabile l’origine in alcune conserve, in particolare olive condite.
L’utilizzo delle stesse pinze o cucchiai per servire diversi cibi avrebbe poi favorito la contaminazione crociata di altre preparazioni.
Le indagini epidemiologiche e gli approfondimenti degli esperti proseguono per individuare con esattezza la fonte iniziale e ricostruire l’intera catena del contagio.





























