Maxi sequestro di beni per un valore complessivo stimato in oltre 600mila euro a Canicattì. A eseguire il provvedimento sono stati gli agenti della Polizia di Stato di Agrigento nei confronti di un pregiudicato cinquantenne, già condannato per gravi reati tra cui riciclaggio, estorsione aggravata e traffico di stupefacenti.
Il decreto di sequestro patrimoniale è stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, su proposta avanzata dal questore di Agrigento Tommaso Palumbo, nell’ambito di un’attività investigativa coordinata dalla Polizia.
Il soggetto, già sottoposto nel 1998 a misura di sorveglianza speciale per numerosi procedimenti penali legati a reati contro il patrimonio, è stato successivamente condannato in via definitiva per riciclaggio e arrestato per tentata estorsione aggravata e detenzione ai fini di spaccio, in concorso con un esponente della criminalità organizzata stiddara. Per questi fatti ha scontato una pena di 4 anni e 4 mesi di reclusione.
Gli accertamenti economico-patrimoniali svolti dalla Divisione Anticrimine hanno evidenziato una marcata sproporzione tra i redditi ufficialmente dichiarati e le effettive disponibilità finanziarie e patrimoniali del nucleo familiare. Da qui il sequestro ritenuto necessario dai giudici, che hanno ricondotto l’origine dei beni a proventi derivanti da attività illecite.
Il provvedimento ha riguardato un intero compendio aziendale, 15 veicoli, 4 appezzamenti di terreno, un motore marino per imbarcazione e diversi rapporti bancari e finanziari, ora sotto sequestro in attesa dell’eventuale confisca definitiva.





























