Una palazzina intera di Canicattì, tra viale Della Vittoria e via Monsignor Angelo Ficarra, era alimentata da energia elettrica proveniente da un’utenza ufficialmente cessata.
Tre appartamenti risultavano collegati a un rudimentale allaccio abusivo che garantiva corrente a costo zero da anni.
I residenti, convinti di non essere scoperti, hanno usufruito della fornitura elettrica fino all’intervento della polizia.
A scoprire la frode sono stati gli agenti del commissariato di Canicattì, insieme ai tecnici dell’Enel, durante controlli mirati.
Nei prossimi giorni alle famiglie coinvolte sarà notificato l’ammontare del pregresso dovuto, stimato in almeno cinque anni di consumi non pagati.
Resta ora da chiarire il mistero di fondo: come sia stato possibile che un’utenza formalmente cessata continuasse ad erogare energia.
Normalmente, infatti, alla disdetta di un contratto segue lo stacco o la sigillatura del contatore.
La vicenda potrebbe configurare non solo il reato di furto di energia elettrica, ma anche l’ipotesi di truffa ai danni dell’Enel.
Le indagini serviranno a stabilire eventuali responsabilità tecniche o amministrative che hanno reso possibile l’irregolarità.





























