Il provvedimento scaturisce da un’operazione dei carabinieri del 21 dicembre, durante la quale furono eseguite perquisizioni simultanee a Villaseta: una nell’abitazione di Prinzivalli e l’altra in quella di Alessandro Mandracchia, netturbino considerato vicino all’affiliato Guido Vasile.

In quest’ultima operazione è stato rinvenuto, nascosto in un bidone nei pressi di una casa di campagna, un vero e proprio arsenale: mitragliatrici, pistole, munizioni e persino una bomba a mano.

Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, che ha ricevuto gli atti dell’indagine dai carabinieri, la somma rinvenuta sarebbe legata ad attività illecite riconducibili al clan di Capraro, già condannato in passato e ritenuto il nuovo capo della famiglia mafiosa di Villaseta.

Luigi Prinzivalli, dal canto suo, ha sempre dichiarato che quei soldi derivano esclusivamente dalla sua lunga attività commerciale come venditore di frutta e verdura e ha negato qualsiasi legame con la criminalità organizzata.

Tuttavia, la Cassazione ha ritenuto infondato il ricorso presentato dai suoi legali, rendendo definitivo il sequestro del denaro.

Nel frattempo, l’ex commerciante ha ricevuto un avviso di conclusione delle indagini, atto che prelude a una possibile richiesta di rinvio a giudizio, con l’accusa di ricettazione aggravata dal favoreggiamento mafioso.

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri.