Tutto ha avuto inizio durante un controllo di routine da parte della polizia su un’auto sospetta, notata in una zona centrale del capoluogo etneo, particolarmente affollata da cittadini e turisti.

All’alt imposto dagli agenti, il conducente ha risposto accelerando bruscamente e ingaggiando una pericolosa fuga ad alta velocità tra le strette stradine di San Cristoforo.

Dopo un inseguimento a sirene spiegate, l’auto è stata bloccata. I due occupanti hanno allora tentato di proseguire la fuga a piedi, ma sono stati rapidamente raggiunti e fermati dagli agenti. È in quel momento che la situazione è degenerata.

Circa trenta persone, tra residenti e familiari, sono scese in strada per ostacolare l’intervento della polizia, accerchiando la volante e cercando di impedire il fermo.

I due arrestati hanno reagito con violenza, colpendo gli agenti con calci e schiaffi. Una delle persone presenti ha addirittura tentato di aprire la portiera della volante per liberare uno dei fermati.

Tra le persone identificate c’era anche la madre di uno dei due uomini, che avrebbe colpito ripetutamente i poliziotti nel tentativo di favorire la fuga del figlio. Solo l’intervento tempestivo di altre pattuglie e di una squadra dell’Esercito ha permesso di ristabilire l’ordine.

Condotti negli uffici della questura, gli agenti hanno accertato che uno dei due uomini era evaso dagli arresti domiciliari. Per entrambi sono scattate le manette con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e violazione degli obblighi imposti dall’autorità giudiziaria.

Il caso ha suscitato forte preoccupazione per il clima di ostilità mostrato nei confronti delle forze dell’ordine, impegnate quotidianamente nel garantire la sicurezza nei quartieri più difficili della città.

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri.