La Corte di Cassazione ha reso definitive le condanne per sei esponenti del clan palermitano della Kalsa, riconosciuti colpevoli di un’attività di spaccio di droga estesa tra Palermo, Napoli e la casa circondariale di Agrigento, dove gli imputati erano detenuti negli anni scorsi.

Al centro del procedimento anche il tentativo di introdurre 101,6 grammi di hashish all’interno del penitenziario agrigentino: una sostanza definita dai giudici di “pessima qualità”, ma la cui immissione in carcere è stata ritenuta espressione di un’organizzazione articolata, tanto da escludere la lieve entità del fatto.

Secondo le sentenze, lo smercio sarebbe stato gestito con pacchi provenienti dall’esterno e destinati ai detenuti, a conferma di una regia stabile e non occasionale. Confermate dunque le pene: 6 anni e 8 mesi per Vincenzo Romano, 5 anni e 4 mesi per Salvatore Lattuca, 4 anni e 8 mesi per Calogero Greco, 3 anni e 6 mesi per Giuseppe Alletto, 3 anni e 4 mesi per Michele Gallo e 2 anni e 8 mesi per Francesco D’Angelo.

Con la decisione degli ermellini, il quadro accusatorio viene cristallizzato: pesano l’organizzazione dello spaccio in ambito penitenziario, la pluralità dei luoghi coinvolti e la capacità di approvvigionamento, elementi che hanno portato alla conferma delle condanne in via definitiva.

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri.