Appalti pubblici in cambio di soldi, regali e cene: è questa l’accusa che ha portato alla condanna a 4 anni e 8 mesi di reclusione per Gaetano Di Giovanni, ex comandante della Polizia Municipale di Agrigento e già capo di gabinetto del sindaco Francesco Miccichè. La sentenza è stata pronunciata dal Gup del Tribunale di Palermo, Paolo Magro, che ha riconosciuto l’imputato colpevole di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio.

Il caso: appalti pilotati e tangenti da 7.500 euro

Secondo quanto emerso dalle indagini, Di Giovanni, oggi 60enne, avrebbe favorito l’assegnazione di due importanti appalti nel settore dell’assistenza socio-sanitaria:

  • Affidamento del servizio di assistenza domiciliare per anziani non autosufficienti ad Agrigento, del valore di 204.051 euro, alla cooperativa Medea;
  • Servizi socio-assistenziali nei Comuni di Santa Elisabetta e Agrigento, per 89.355 euro, alla cooperativa Nido d’Argento di Partinico.

In cambio, l’ex dirigente avrebbe ricevuto mazzette per un totale di 7.500 euro, suddivise in almeno tre tranche. Le somme sarebbero state consegnate da rappresentanti delle cooperative coinvolte.

Le difese e la versione dell’imputato

Durante il processo, Di Giovanni ha negato ogni addebito: «Non ho mai ricevuto denaro da nessuno. Nei fascicoli non c’erano banconote, solo documenti», ha dichiarato in aula, sostenendo inoltre che, in quanto “dirigente coordinatore”, non aveva responsabilità diretta sugli atti amministrativi, che spettavano al “responsabile del procedimento”.

Ha poi cercato di giustificare i frequenti incontri e pranzi con Giuseppe Gaglio, presidente della cooperativa Nido d’Argento, affermando che si trattava di semplici conversazioni tra quest’ultimo e sua moglie, dirigente scolastico, per l’organizzazione di una gita scolastica a Borgo Parrini. Una spiegazione che però non ha convinto il giudice.

Le conseguenze: interdizione e licenziamento

Oltre alla pena detentiva, il tribunale ha disposto:

  • Interdizione perpetua dai pubblici uffici;
  • Incapacità a contrattare con la pubblica amministrazione;
  • Risoluzione definitiva del rapporto di lavoro;
  • Confisca del profitto derivante dal reato.

Il Comune di Santa Elisabetta, costituitosi parte civile con l’avvocato Elisabetta Fragapane, riceverà un risarcimento danni di 5.000 euro.

Nel frattempo, Giuseppe Gaglio ha chiesto di patteggiare una pena pari a 4 anni e 4 mesi di reclusione.

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri.