La Procura di Palermo ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, e ad altri sei indagati nell’ambito di un’inchiesta per corruzione e gestione clientelare dei fondi pubblici.
L’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza attraverso due anni di intercettazioni, ha restituito un quadro preoccupante sulla presunta spartizione delle risorse economiche pubbliche all’interno dell’Ars e di alcuni assessorati regionali, premiando presunti favoritismi politici anziché competenze e merito.
Oltre a Galvagno, esponente di Fratelli d’Italia, l’avviso è stato notificato a:
- Sabrina De Capitani, portavoce del presidente dell’Ars;
- Marcella Cannariato, moglie di Tommaso Dragotto (fondatore di Sicily by Car);
- Nuccio La Ferlita, manager catanese;
- Alessandro Alessi, imprenditore palermitano;
- Marianna Amato, dipendente della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana;
- Giuseppe Cinquemani, segretario particolare di Galvagno.
Gli indagati avranno ora 20 giorni per avanzare richiesta di interrogatorio o presentare memorie difensive. A seguire, i magistrati Maurizio De Lucia, Andrea Fusco e Felice De Benedittis decideranno se procedere con la richiesta di rinvio a giudizio o optare per l’archiviazione.
Galvagno ha commentato così la notifica:
“Mi è appena stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini. Dopo una prima lettura dell’atto e in attesa di visionare l’intero fascicolo con i miei legali, registro con soddisfazione che sono state escluse tutte le presunte indebite utilità personali. Confido di chiarire ogni aspetto sul mio operato istituzionale”.
Il presidente dell’Ars ha inoltre dichiarato di non avere intenzione di dimettersi, indipendentemente dagli sviluppi dell’indagine.
La maxi inchiesta presenta ulteriori filoni investigativi, già chiusi, che coinvolgono anche l’assessore regionale al Turismo Elvira Amata, sempre di Fratelli d’Italia, e Patrizia Monterosso, ex direttrice generale della Fondazione Federico II. Si ipotizza che tali filoni saranno unificati nel procedimento principale.
L’indagine scuote nuovamente la politica siciliana, alzando l’attenzione sulla gestione dei fondi pubblici e sull’utilizzo delle istituzioni a fini personali o elettoralistici.





























