La Consulta delle Associazioni di AICA lancia un nuovo, allarmante grido d’allarme sulla gestione del Servizio Idrico Integrato in provincia di Agrigento.
In una lunga e articolata nota, l’organismo rappresentativo evidenzia criticità strutturali, gestionali e finanziarie che, sommate, rischiano di condurre l’azienda consortile pubblica AICA al collasso economico e operativo.
Una crisi strutturale annunciata
Secondo la Consulta, la crisi nasce da inadempienze reiterate e mancanza di controllo da parte dell’Assemblea Territoriale Idrica (ATI), ente di governo del servizio, e dagli organi direttivi di AICA, il cui comportamento viene definito “inadeguato e dannoso per l’interesse pubblico”.
Tra le principali anomalie evidenziate:
- 25.000 utenze ancora a tariffazione forfettaria, con gravi perdite economiche.
- Banche dati comunali mai trasmesse, con impossibilità di fatturazione regolare del servizio.
- Mancato pagamento di oltre 4 milioni di euro da parte dei Comuni soci per utenze pubbliche.
- Assenza di un piano finanziario triennale, budget economici mai presentati né discussi.
- Debiti accumulati dai Consorzi Voltano e Tre Sorgenti, mai sciolti né integrati in AICA.
La denuncia: “Disservizi gravi e rischio bancarotta imminente”
Oltre ai disservizi continui (mancanza d’acqua, depurazione carente, letture contatori assenti), la Consulta denuncia una mancata applicazione delle norme ARERA, tariffe non autorizzate e assenza di controllo sugli allacci abusivi, che avrebbero generato milioni di euro di mancate entrate.
Il punto più critico riguarda l’inadempienza degli organi sociali di AICA e il ruolo controverso dei Sindaci che, pur avendo il compito di indirizzo e controllo, hanno approvato i bilanci con ingenti perdite (oltre 6 milioni in tre anni) senza fornire soluzioni concrete o adottare le misure di risanamento previste.
Richiesta urgente di intervento
La Consulta ha quindi sollecitato un intervento immediato delle Autorità pubbliche e della Corte dei Conti, ravvisando possibili responsabilità amministrative e penali per danno erariale. In particolare, si evidenziano:
- Mancanza di bilanci previsionali 2024-2025.
- Omissione della Relazione semestrale di monitoraggio prevista dallo Statuto.
- Continuità di gestione in perdita senza copertura né strategia di risanamento.
“Serve un piano di salvataggio immediato”
A fronte del concreto rischio di bancarotta e di conseguenze devastanti per i cittadini e i creditori sociali, la Consulta propone:
- Costituzione effettiva del Gestore Unico d’Ambito.
- Accesso a fondi nazionali ed europei per infrastrutture e manutenzione.
- Riorganizzazione gestionale, amministrativa e finanziaria, con trasparenza e partecipazione reale dei Consigli comunali.
- Controllo analogo effettivo da parte degli enti soci, come previsto dal Codice dei Contratti Pubblici.
Conclusione
La situazione di AICA non è più sostenibile. I dati, le omissioni, i ritardi e i danni evidenziati non sono solo elementi di una cattiva gestione, ma sintomi di un sistema fuori controllo, dove l’acqua – bene primario e diritto fondamentale – rischia di diventare l’ennesima vittima dell’inefficienza pubblica.
La Consulta delle Associazioni di AICA chiude il documento con un appello forte: “Non c’è più tempo. Serve un intervento urgente e deciso per salvare il servizio idrico integrato e tutelare cittadini, imprese e ambiente”.





























