Nove avvisi di garanzia ad altrettanti indagati nell’ambito dell’inchiesta sul crollo del muro interno di un immobile in via Atenea, ad Agrigento, destinato a diventare la nuova sede del polo universitario.
Il cedimento strutturale, avvenuto lo scorso maggio nell’area già sottoposta a ristrutturazione, ha fatto scattare l’attenzione della Procura sulle presunte violazioni delle norme di sicurezza nei cantieri, in particolare legate agli scavi sotto l’edificio.
L’indagine, condotta dai carabinieri della stazione di Agrigento e coordinata dal sostituto procuratore Annalisa Failla, è attualmente nella fase preliminare e sarà seguita da una consulenza tecnica con eventuali sopralluoghi.
A lanciare l’allarme, già nei mesi scorsi, erano stati alcuni residenti delle vie limitrofe — via Salita Madonna degli Angeli e vicolo Ospedale dei Cavalieri di Malta — che, esasperati dai ritardi nella messa in sicurezza, avevano sporto formale denuncia.
I cittadini coinvolti hanno già manifestato l’intenzione di costituirsi parte civile, e saranno rappresentati legalmente dagli avvocati Teresalba Raguccia e Graziella Vella.
Il giorno del crollo, alcuni turisti francesi ospiti di un B&B nei pressi di vicolo Ospedale di Malta, appena arrivati in città, furono evacuati per precauzione insieme ad altri presenti nella zona.
Il progetto di riqualificazione dell’ex ospedale, avviato ufficialmente nel marzo 2021 dopo anni di attesa, prevedeva una spesa complessiva di 6,1 milioni di euro, di cui 2,6 milioni finanziati dall’Università di Palermo.
L’obiettivo dichiarato era quello di realizzare, entro il 2022, una moderna sede universitaria nel cuore del centro storico della Città dei Templi. Un obiettivo che adesso appare sempre più lontano.





























