Social network, videogiochi online, chat anonime e contenuti ingannevoli: la rete nasconde pericoli sempre più insidiosi per bambini e adolescenti. Per contrastare queste minacce, torna anche quest’anno CyberSummer, il progetto di educazione digitale promosso dalla Polizia Postale.
Nel corso dell’iniziativa, che ha fatto tappa lunedì scorso a Naro, in provincia di Agrigento, gli agenti della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Caltanissetta hanno incontrato i partecipanti al campo scuola estivo “Anch’io sono la Protezione Civile”. L’obiettivo: parlare ai ragazzi in modo diretto, chiaro e coinvolgente dei reali rischi del web.
A guidare l’incontro, l’Assistente Gabriele Milazzo e l’Agente Scelto Francesco Cuffaro, che hanno spiegato come un videogioco o un’app di messaggistica possano trasformarsi in strumenti di adescamento, truffa o violazione della privacy. Lezioni semplici ma fondamentali, costruite per rendere consapevoli anche i più giovani.
«Le nostre vite si svolgono ormai tra mondo materiale e mondo virtuale, a volte con una predominanza della seconda componente» ha dichiarato l’Assistente Milazzo.
«Educare i ragazzi alla sicurezza online è oggi indispensabile quanto insegnare loro le regole della convivenza civile».
CyberSummer non è una semplice conferenza scolastica, ma un intervento culturale mirato, che si svolge nei luoghi di svago e socialità dei ragazzi. Proprio lì, dove si sentono al sicuro, imparano come riconoscere le insidie e proteggersi.
Il progetto, avviato su scala nazionale, sta raggiungendo centinaia di campi estivi in tutta Italia, con migliaia di studenti coinvolti. I temi trattati spaziano dalla protezione dei dati personali al rischio delle “challenge”, dal cyberbullismo all’uso consapevole dei social.
Il messaggio è chiaro: il futuro è digitale, ma solo la consapevolezza può renderlo davvero sicuro. E quest’estate, tra il sole e le attività all’aperto, c’è anche chi ha deciso di accendere una luce sul lato oscuro della rete.
































