La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati contro la sentenza della Corte d’Appello di Palermo in merito a una discarica abusiva di materiali tossici realizzata in un terreno alla periferia di Agrigento.
La decisione della Suprema Corte rende di fatto definitive le condanne inflitte ai due imputati, coinvolti in un grave caso di gestione illecita di rifiuti speciali.
Secondo quanto accertato dalle indagini, i due uomini avevano trasportato e depositato in un’area non autorizzata diversi materiali classificati come rifiuti speciali, sia pericolosi che non pericolosi.
Tra questi figuravano imballaggi di plastica, residui di gesso e contenitori con tracce di sostanze nocive, tutti elementi potenzialmente dannosi per l’ambiente e la salute pubblica.
Il sito, situato in una zona periferica di Agrigento, era stato trasformato in una vera e propria discarica abusiva.
Nel ricorso in Cassazione, le difese avevano contestato la ricostruzione dei fatti e chiesto una revisione del trattamento sanzionatorio.
La Suprema Corte, tuttavia, ha ritenuto i motivi “privi di elementi nuovi e basati su questioni già esaminate e respinte in appello”, confermando integralmente la sentenza della Corte d’Appello di Palermo.
Anche la richiesta di concessione delle attenuanti generiche e di riduzione della pena – pari a 13 mesi di reclusione – è stata giudicata troppo generica per poter essere accolta.
Un passaggio della decisione riguarda inoltre la confisca del mezzo utilizzato per il trasporto dei rifiuti speciali.
La Cassazione ha chiarito che il veicolo non apparteneva agli imputati, dichiarando la contestazione su questo punto “priva di interesse”.
La pronuncia ribadisce, ancora una volta, la linea di severità dei giudici nei confronti delle discariche abusive e dei reati legati allo smaltimento illecito di rifiuti, tema particolarmente sensibile per il territorio agrigentino e per l’intera Sicilia.





























