Vecchi mobili, elettrodomestici, plastiche, metalli e migliaia di dispositivi elettronici: un terreno di circa 6.000 metri quadrati in contrada Serraferlicchio, vicino al quartiere Fontanelle di Agrigento, è stato trasformato in una discarica abusiva dove i rifiuti venivano periodicamente dati alle fiamme.
La Procura di Agrigento, con il pubblico ministero Elenia Manno, ha concluso le indagini preliminari a carico di 15 persone. I soggetti coinvolti sono accusati di gestione illecita di rifiuti e combustione illecita in concorso.
Il terreno, formalmente di proprietà di un anziano, era di fatto utilizzato da una coppia di badanti, che ne aveva la disponibilità.
Secondo quanto accertato durante sei mesi di indagini, conclusesi lo scorso dicembre, numerosi furgoni appartenenti a titolari e dipendenti di diverse attività venivano ripresi dalle telecamere mentre scaricavano rifiuti nel terreno.
Gli inquirenti ipotizzano che lo smaltimento illegale avvenisse in cambio di una sorta di canone non ufficiale. Una volta colma l’area, i rifiuti venivano bruciati, generando roghi pericolosi per la salute e l’ambiente.
I reati sono contestati in concorso con altri soggetti non ancora identificati. Con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, i legali degli indagati – tra cui gli avvocati Gianfranco Pilato e Giovanni Turco – potranno ora esaminare gli atti e decidere se chiedere l’interrogatorio dei propri assistiti, depositare memorie difensive o sollecitare ulteriori indagini.
La Procura si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per tutti gli indagati, aprendo così un nuovo capitolo in un’indagine che pone ancora una volta l’attenzione sull’emergenza ambientale e lo smaltimento illecito dei rifiuti nella provincia di Agrigento.





























