È diventata definitiva la condanna all’ergastolo per Antonio De Pace, l’infermiere calabrese che il 31 marzo 2020 uccise la fidanzata Lorena Quaranta, studentessa in Medicina originaria di Favara, nella loro abitazione di Furci Siculo, in provincia di Messina.

La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della difesa, confermando così la sentenza emessa il 28 novembre 2023 dalla Corte d’appello di Reggio Calabria, nell’ambito del secondo grado bis disposto dopo il primo annullamento.

La difesa aveva chiesto un nuovo esame del caso, puntando sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche legate allo “stress da emergenza Covid” che, secondo i legali, avrebbe influito sul comportamento dell’imputato al momento del delitto.

Tuttavia, tale linea difensiva è stata nuovamente respinta dalla Suprema Corte, che ha giudicato l’ipotesi infondata e irrilevante ai fini del giudizio.

Anche il sostituto procuratore generale di Cassazione, Simonetta Ciccarelli, ha chiesto il rigetto del ricorso nella propria requisitoria, sostenendo che non vi fossero elementi nuovi o determinanti per una diversa valutazione del fatto.

Con questa decisione, si chiude definitivamente il procedimento giudiziario relativo a un femminicidio che, avvenuto nei primi giorni della pandemia, aveva scosso profondamente l’opinione pubblica e acceso i riflettori sulla violenza domestica anche in ambito sanitario.

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri.