Ieri, Il 10 maggio 2025, a Canicattì, è stato esposto al pubblico il corpo del Beato Rosario Angelo Livatino, magistrato ucciso dalla mafia nel 1990 e beatificato nel 2021.
L’evento ha attirato migliaia di fedeli, ma ha anche suscitato un acceso dibattito sui social media, dove molti hanno espresso perplessità e critiche.
La cerimonia e l’esposizione
La cerimonia si è svolta in via Giudice Rosario Livatino, con la partecipazione dell’arcivescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano, e delle autorità civili e religiose locali.
Il corpo del Beato è stato presentato in un’urna trasparente, rivestito della toga e con una maschera in silicone che ne riproduce i lineamenti, per permettere ai fedeli di rendergli omaggio.
Le reazioni sui social media
Nonostante la partecipazione di numerosi fedeli, l’esposizione ha diviso l’opinione pubblica. Sui social media, molti utenti hanno espresso disappunto, ritenendo l’evento in contrasto con la natura riservata del giudice Livatino.
Alcuni commenti sottolineano come, in vita, Livatino evitasse la notorietà e preferisse agire lontano dai riflettori.
Un utente ha scritto: “Esporre il corpo di una persona che ha sempre vissuto nella discrezione è una scelta discutibile.”
L’intervento dell’ex sindaco di Canicattì, Ettore Di Ventura
Anche l’ex sindaco di Canicattì, Ettore Di Ventura, ha espresso la sua opinione sulla vicenda, definendo l’evento come “la giornata più macabra della storia recente di Canicattì” in un post su Facebook.
Le sue parole hanno trovato eco tra molti cittadini, che condividono la preoccupazione per l’eccessiva spettacolarizzazione di una figura simbolo della lotta alla mafia.
Conclusione
L’esposizione del corpo del Beato Rosario Livatino ha riacceso il dibattito su come commemorare le figure pubbliche, bilanciando il rispetto per la loro memoria con le esigenze di devozione popolare.
Mentre molti hanno accolto l’evento come un momento di raccoglimento e omaggio, altri sollevano interrogativi sull’opportunità di tali manifestazioni, soprattutto quando coinvolgono persone che, in vita, hanno scelto la riservatezza.































