È stato sorpreso dai carabinieri mentre beveva una birra al bar, nonostante fosse sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Protagonista della vicenda un uomo di 62 anni originario di Grotte, che è finito a processo con l’accusa di evasione.

L’episodio risale allo scorso ottobre, quando i militari dell’Arma, durante un servizio di controllo sul territorio, hanno notato l’uomo seduto tranquillamente all’esterno di un bar. In quell’occasione, scattò l’immediato arresto per evasione.

Durante il processo, però, è emersa una versione dei fatti ben diversa. Il 62enne, difeso dall’avvocato Gianfranco Pilato, ha dichiarato di aver confuso i giorni in cui gli era stato concesso il permesso di uscire dalla propria abitazione.

A sostegno della sua tesi difensiva, è stata prodotta anche una documentazione medica che attesta un deficit cognitivo.

Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a un anno e quattro mesi di reclusione, ma il giudice del Tribunale di Agrigento, Agata Genna, ha accolto la richiesta della difesa, pronunciando la sentenza di assoluzione con la formula “perché il fatto non costituisce reato”.

La decisione del tribunale chiude una vicenda giudiziaria che ha sollevato interrogativi sull’applicazione delle misure cautelari nei confronti di soggetti affetti da fragilità cognitive.

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri.