A 54 anni, il cardinale Baldo Reina, vicario generale della diocesi di Roma e tra i più stretti collaboratori di Papa Francesco, parteciperà per la prima volta a un Conclave: un’esperienza carica di significato spirituale e responsabilità storica.
Originario di San Giovanni Gemini, nell’Agrigentino, Reina si prepara a vivere giornate cruciali per il futuro della Chiesa cattolica, in cui i cardinali saranno chiamati a scegliere il successore di Papa Francesco.
“La Chiesa è opera di Dio, è sua ed è nelle sue mani. Ed è giusto che sia Lui a guidarla”, ha dichiarato Reina in un’intervista rilasciata al direttore del Tg2, Antonio Preziosi.
Per il porporato agrigentino, il Conclave rappresenta un momento in cui occorre affidarsi pienamente allo Spirito Santo, pur riconoscendo l’enorme eredità spirituale e pastorale lasciata dal pontificato di Papa Francesco.
Un’eredità da custodire e trasmettere
“Papa Francesco è stato un profeta, lo dissi anche nella messa a San Giovanni in Laterano. Ha aperto nuove strade e adesso questo patrimonio va raccolto, compreso e offerto a un’umanità che ha ancora sete del Vangelo”, ha sottolineato Reina. Secondo il cardinale, il nuovo Pontefice dovrà avere la capacità di metabolizzare e valorizzare il magistero di Bergoglio, rendendolo ancora più vicino ai bisogni del mondo contemporaneo.
Un legame nato a Lampedusa
Il legame personale con Papa Francesco affonda le radici nel primo viaggio apostolico del Pontefice a Lampedusa. Reina, presente in quanto originario della vicina diocesi di Agrigento, racconta di essere rimasto profondamente colpito dall’omelia pronunciata in memoria delle vittime del Mediterraneo: “Ci chiese chi avesse pianto per loro.
Quelle parole mi sono entrate nel cuore. Da quel momento, Papa Francesco è diventato un riferimento spirituale costante per me”.
Il cardinale Reina, che ha sempre osservato da fuori i conclavi, si appresta ora a viverne uno da protagonista, forte della sua fede e con lo sguardo rivolto al futuro della Chiesa universale. “C’è da lavorare, e tanto”, ha detto con la determinazione di chi sa che il cammino verso il nuovo Papato passa anche attraverso l’umiltà, la preghiera e l’ascolto.





























