Dopo le recenti polemiche sulla mancata realizzazione di alcune scene della serie Rai dedicata al Beato Rosario Livatino nella sua città natale, interviene Francesco Montefusco, location manager della produzione, per fare chiarezza e ricostruire i fatti.
«Come location manager della produzione – spiega Montefusco – desidero precisare che Canicattì è stato il primo comune che avevamo preso in considerazione per alcune scene della serie.
Avevamo individuato location molto interessanti e realizzato diversi sopralluoghi, ma purtroppo abbiamo riscontrato una certa difficoltà di interlocuzione con le autorità locali».
Il professionista sottolinea come i tempi di lavorazione di una produzione televisiva impongano decisioni rapide e coordinamento costante:
«Il cinema richiede tempi rapidi e risposte immediate.
Di fronte a risposte lente e incerte, abbiamo dovuto orientare la produzione verso altri comuni, dove la collaborazione è stata più immediata e concreta».
Montefusco aggiunge anche un episodio specifico che avrebbe contribuito al cambio di rotta:
«In una delle location in cui erano previste tre giornate di riprese, dopo tre sopralluoghi siamo stati invitati ad uscire perché la location non era più disponibile.
È stato questo episodio a spingerci definitivamente a riorientare il piano di lavorazione».
Infine, il location manager tiene a precisare che la decisione non ha nulla di polemico o personale: «Si tratta di una serie sceneggiata, non di un documentario.
La scelta di non girare a Canicattì è stata dettata esclusivamente da esigenze produttive e organizzative».
Le parole di Montefusco mirano dunque a smorzare i toni e a riportare la discussione nell’ambito tecnico e operativo, sottolineando l’intento della produzione di omaggiare comunque, attraverso il linguaggio cinematografico, la memoria e il messaggio del Giudice Rosario Livatino.





























