Clamorosa svolta nell’inchiesta sulla presunta rete di appalti truccati che ha coinvolto diversi comuni della provincia di Agrigento.

Il principale indagato, Sebastiano Alesci, dirigente dell’Ufficio tecnico comunale (Utc) di Licata, è tornato in libertà dopo che la Procura di Gela ha deciso di non convalidare l’arresto.

Alesci era stato arrestato mercoledì sera, insieme a quattro imprenditori, nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Squadra Mobile di Agrigento e dalla Procura guidata da Giovanni Di Leo, che ha disposto perquisizioni e sequestri nei confronti di 13 indagati.

Durante le operazioni, sono stati rinvenuti contanti nelle abitazioni di cinque soggetti, tra cui proprio Alesci, nella cui disponibilità sono stati trovati 17.500 euro, ritenuti presunto provento di tangenti.

Il procedimento è stato incardinato presso il Tribunale di Gela per motivi territoriali, poiché l’abitazione di Alesci ricade nel comune di Butera, in provincia di Caltanissetta.

Tuttavia, il procuratore Salvatore Vella – ex reggente della Procura di Agrigento – ha deciso di non chiedere la convalida dell’arresto per assenza della necessaria flagranza di reato, facendo così venir meno la misura cautelare.

È importante sottolineare che nessuna valutazione di merito è stata ancora espressa sugli elementi d’accusa a carico dell’indagato. L’inchiesta, che punta a fare luce su un sistema corruttivo radicato nella gestione degli appalti pubblici, resta comunque aperta e in fase di approfondimento.

Per tutti gli indagati, vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere l’evoluzione giudiziaria del caso.

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri.