Due indagati della maxi inchiesta antimafia su Villaseta e Porto Empedocle lasciano il carcere e ottengono i domiciliari con braccialetto elettronico.

Si tratta di Carmelo Corbo, 48 anni, originario di Canicattì, e di Angelo Graci, 60 anni, nato a Castrofilippo.

La decisione è stata assunta dai giudici per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Lorenzo Chiaramonte e Ivana Vassallo, accogliendo le istanze presentate dall’avvocato Calogero Meli.

I due uomini sono coinvolti nell’indagine coordinata dalla DDA di Palermo – pubblici ministeri Claudio Camilleri, Giorgia Righi e Luisa Bettiol – che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di ben 54 persone, con accuse legate a traffico di droga e associazione mafiosa riferibili ai clan di Villaseta e Porto Empedocle.

Il Tribunale del Riesame aveva già annullato, per Corbo, alcune delle misure cautelari disposte a gennaio. Il gip ha ora ritenuto che le esigenze cautelari possano essere tutelate con i domiciliari in un comune lontano da Canicattì, dove si sarebbero consumati i reati. Sarà sorvegliato con dispositivo elettronico.

Anche per Angelo Graci è stata concessa la detenzione domiciliare. In questo caso, il gip Vassallo ha valutato l’attenuarsi delle esigenze cautelari, considerando il tempo trascorso dai fatti contestati, risalenti all’ottobre 2022, e dalla precedente applicazione della misura carceraria.

I domiciliari sono stati disposti in una località diversa da Canicattì per evitare contatti con l’ambiente in cui si sarebbero consumati i reati.

La vicenda si inserisce nel contesto di una delle più ampie operazioni antimafia condotte negli ultimi anni in provincia di Agrigento.

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri.