La Consulta delle associazioni di AICA ha chiesto un incontro urgente al Prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo, dopo la delibera dell’Assemblea dei Sindaci del 18 settembre 2025.

Nella lettera, datata 21 settembre e firmata dal presidente Alvise Gangarossa, sono in copia anche il presidente dell’ATI Giovanni Cirillo, il presidente dell’Assemblea dei Soci di AICA Salvatore Di Bennardo e il C.d.A. della società.

Tra le richieste, la pubblicazione del verbale dell’assemblea del 18 settembre per le opportune valutazioni, anche legali.

Secondo la Consulta, la delibera presenterebbe irregolarità in contrasto con lo Statuto: la “verifica dei requisiti” delle associazioni sarebbe già stata effettuata all’atto di costituzione della Consulta e riguarda requisiti storici antecedenti al 2021; per questo non sarebbe previsto né regolamentato un “colpo di spugna” con riapertura del bando chiuso nel 2022 o l’ingresso di nuovi soggetti.

Contestata anche l’inibizione all’uso della carta intestata, poiché la Consulta utilizza una propria intestazione e lo Statuto non distingue tra “organi interni” ed “esterni”.

La Consulta lamenta inoltre la mancata notifica della convocazione dell’assemblea del 18 settembre, ritenendola una grave carenza di comunicazione tra organi statutari e una limitazione della pubblicità dei lavori.

Vengono richiamati, tra gli esempi, il divieto di pubblicare sul sito AICA i verbali della Consulta (rimasti disponibili solo fino al 2022) e l’assenza di risposta alle ultime due richieste di incontro, pur essendo previsto dall’art. 48, comma 7, che la Consulta abbia potere consultivo ed essere ascoltata anche su istanza di una sola organizzazione.

Nel documento si richiama anche la recente verifica biennale di ARERA: AICA–ATI non avrebbero trasmesso i dati sulla qualità del servizio e sarebbero state comminate due sanzioni, una per la Qualità Tecnica pari a 2.312.479 euro e una per la Qualità Contrattuale pari a 444.708 euro.

La Consulta critica che, a fronte di rilievi e inadempienze, l’Assemblea dei Sindaci scelga di “inibire o annullare” la voce dell’organo consultivo invece di affrontare le criticità del Servizio Idrico Integrato.

La lettera parla di pressioni politiche e definisce l’attuale indirizzo una “vendetta trasversale” contro l’unico organo previsto dallo Statuto che, in autonomia, ha prodotto analisi e proposte per il miglioramento del gestore pubblico.

Da qui la richiesta al Prefetto di un incontro per individuare le iniziative conseguenti e ripristinare corrette prassi di trasparenza e partecipazione.

Leggi sotto la lettera completa:

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri.