A seguito di ricalcolo, i presenti nell’hotspot di contrada Imbriacola risultano 1.646 persone, tra cui 221 minori non accompagnati.
Nelle ore successive i numeri sono tornati a salire per la nuova ondata di approdi e i trasferimenti rallentati.
Quasi 300 persone sono sbarcate tra la notte e l’alba dopo il soccorso di cinque barchini. Tra loro un neonato di pochi mesi e una donna in avanzato stato di gravidanza.
I gruppi, originari di Afghanistan, Bangladesh, Egitto, Eritrea, Etiopia e Sudan, hanno riferito di essere partiti da Abu Kamash (Libia). Ieri, nelle 24 ore, si sono contati 15 sbarchi per un totale di 847 arrivi: in poco più di 36 ore oltre 1.100 persone.
La scorsa notte sono stati sbarcati anche due cadaveri, recuperati da una motovedetta della Guardia di finanza insieme a 44 migranti egiziani, eritrei, etiopi, gambiani e algerini.
Tra i sopravvissuti tre intossicati da idrocarburi sono stati trasferiti al poliambulatorio per le cure; per le due vittime si ipotizza il decesso per inalazione di vapori di carburante.
Nel pomeriggio due migranti sono stati ricoverati per inalazione e ingestione di idrocarburi dopo essere stati soccorsi dal pattugliatore “Avallone” della Guardia di finanza: viaggiavano su un barchino di 5 metri partito da El Olga (Tunisia) con altri 15 eritrei, sudanesi e ivoriani; ciascuno avrebbe pagato 1.200 euro per la traversata.
Alle 18.50 sono giunti altri 106 migranti con due barconi. Un’unità è approdata direttamente a Cala Uccello: i carabinieri hanno rintracciato 69 persone, tra cui tre minori, provenienti da Bangladesh, Egitto e Somalia e partite da Homs (Libia) su un natante di 10 metri.
La motovedetta CP327 ha bloccato un altro barchino con 37 afghani, bengalesi, egiziani, eritrei e pakistani. Da stanotte si contano sette sbarchi per oltre 400 persone.
Dopo un trasferimento mattutino di appena 100 unità, gli ultimi arrivi hanno riportato gli ospiti dell’hotspot a 1.825.
Non saranno possibili ulteriori trasferimenti domattina via traghetto: la “Sansovino” questa sera non salperà a causa del mare avverso, aggravando la pressione sulla struttura.





























