Non solo droga e armi, ma anche denaro contante per un totale di 46mila euro e un orologio Rolex: è questo il bilancio del maxi blitz messo a segno giovedì scorso dagli agenti della Squadra Mobile, su mandato della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, che ha colpito le nuove cosche emergenti tra Licata e Gela.
A finire in manette in flagranza di reato sono stati quattro uomini, che compariranno lunedì davanti al giudice per l’udienza di convalida. Nel frattempo, emergono ulteriori dettagli sul materiale sequestrato durante le perquisizioni.
Tra i sequestri più rilevanti, 39.950 euro in contanti e un Rolex, sottratti a un familiare – non indagato – dei fratelli Carmelo e Giacomo Marino, rispettivamente di 45 e 52 anni.
Entrambi sono stati trovati in possesso di sostanze stupefacenti: hashish e cocaina per Carmelo, marijuana per Giacomo. Il primo è stato trasferito in carcere, mentre il secondo si trova agli arresti domiciliari.
A Carmelo Marino è contestata anche l’aggravante dell’agevolazione mafiosa, nell’ambito di un’indagine che ipotizza un traffico di droga e armi gestito da nuove organizzazioni criminali attive nel territorio. I due fratelli sono assistiti dall’avvocato Gaspare Lombardo.
Nel corso dello stesso blitz, sono stati arrestati anche Domenico Cusumano, 54 anni, e il figlio Rosario, 35, entrambi di Licata, accusati di detenzione illegale di armi e munizioni. Inizialmente si parlava del sequestro di otto pistole, ma il bilancio aggiornato comprende:
- 7 pistole (di cui 2 a salve),
- 1 fucile,
- 2 carabine,
- diversi chili di polvere da sparo,
- e circa 10.000 munizioni di vario calibro.
Non è stato ancora chiarito se l’intero arsenale sia riconducibile esclusivamente ai Cusumano, che sono difesi dall’avvocato Santo Lucia, o se parte del materiale appartenga ad altri indagati. I due saranno anch’essi ascoltati dal giudice nei prossimi giorni.
L’operazione si inserisce in un più ampio contesto investigativo volto a disarticolare nuove alleanze criminali tra le piazze di Licata e Gela, ritenute strategiche per il traffico illecito di armi e stupefacenti.





























