Una vasta operazione antimafia, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, è stata eseguita all’alba dalla Squadra Mobile della Questura di Agrigento, con il supporto dei Commissariati di Licata e Canicattì.
L’azione investigativa ha portato al sequestro di armi e sostanze stupefacenti, nonché al fermo di diversi soggetti ritenuti coinvolti in un’associazione criminale radicata nel territorio licatese.
Al momento sono otto gli indagati, di cui sette residenti a Licata e uno a Canicattì, accusati – a vario titolo – di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga e armi, associazione mafiosa e atti intimidatori.
Armi e droga trovate durante le perquisizioni
Durante le numerose perquisizioni condotte nelle abitazioni, nei magazzini e nelle auto parcheggiate nel quartiere Bronx di Licata, sono state sequestrate otto pistole, trovate nella disponibilità di due pastori – padre e figlio di 54 e 26 anni – anch’essi di Licata.
In alcuni punti gli agenti hanno dovuto ricorrere all’uso di una ruspa per dissotterrare armi e munizioni presumibilmente nascoste sottoterra.
Nella stessa operazione è stato trovato anche oltre due chili di hashish e una quantità non precisata di cocaina all’interno del condominio di un altro indagato, già noto alle forze dell’ordine. Tuttavia, al momento non è stato possibile stabilire con certezza la riconducibilità della droga a quest’ultimo.
Intimidazioni e contesto mafioso
Secondo le prime indiscrezioni trapelate dagli ambienti investigativi, alcuni degli indagati sarebbero coinvolti in recenti episodi intimidatori avvenuti a Licata, alimentando così i sospetti su una struttura organizzata di tipo mafioso attiva nella zona.
I soggetti fermati sono stati condotti in Questura per le operazioni di fotosegnalamento e si attende, nelle prossime ore, l’emissione dei provvedimenti di arresto da parte dell’autorità giudiziaria.































