«Non lasciate che il terrore vi soffochi. Fidatevi di noi e di chi indossa l’uniforme: siamo e saremo sempre al vostro fianco».
A lanciare questo accorato appello è Eugenio Di Francesco, presidente vicario regionale dell’associazione antiracket e antiusura “Rete per la legalità – Sicilia APS”, attraverso una lettera aperta indirizzata agli imprenditori agricoli del territorio, in particolare a chi coltiva uva da tavola o da mosto.
La lettera nasce da una rinnovata ondata di danneggiamenti ai vigneti nel comprensorio di Canicattì – che comprende anche Naro, Ravanusa, Campobello di Licata e Licata – dove, da anni, la criminalità colpisce sistematicamente le colture, distruggendo i raccolti prima della vendemmia.
«Molti agricoltori onesti, padri di famiglia, hanno perso tutto – denuncia Di Francesco –. Ciò che avevano costruito con sacrificio, ciò che i loro padri gli avevano lasciato e che volevano trasmettere ai figli».
L’associazione, da oltre tre anni, affianca concretamente le vittime che scelgono di denunciare. Grazie alla legge 44/99 e al fondo di solidarietà del Ministero dell’Interno, è possibile ottenere risarcimenti a fondo perduto per danni subiti e mancati guadagni. «Il nostro supporto è reale, economico e umano. Aiutiamo chi ha paura, chi non sa da dove iniziare – prosegue Di Francesco –. Ma il primo passo deve essere il coraggio».
Di Francesco mette in guardia anche dal ruolo ambiguo di alcuni “sensali”, intermediari che approfittano delle paure per sfruttare e truffare i produttori. «Non svendete la vostra dignità. Chi vi offre falsa protezione, vi rende solo schiavi. Vendete il vostro prodotto a testa alta, da imprenditori liberi».
Il messaggio è chiaro: basta omertà, basta paura. «Lo Stato c’è. I carabinieri, la polizia, la guardia di finanza, la Prefettura: tutti pronti a tutelare chi sceglie la legalità. Un solo secondo può cambiare tutto: fate la scelta giusta».
La lettera è in distribuzione nei mercatini e nelle scuole del territorio, affinché anche giovani e famiglie possano diventare veicolo di consapevolezza. Per ricevere informazioni riservate o essere accompagnati nel percorso di denuncia, è attivo il numero verde anonimo 800 900 867.
«Cambiare si può. Dipende da noi, non da Cosa nostra – conclude Di Francesco –. La Sicilia può essere una terra di dignità e libertà. Facciamo in modo che lo sia davvero».































