Una donna di Sciacca ha subito danni permanenti dopo il parto a causa di un presunto errore medico.
Per evitare che la vicenda finisse in tribunale, l’Azienda sanitaria provinciale ha scelto di risarcire la paziente, versando 141.737 euro a titolo di accordo transattivo.
La decisione è stata presa per chiudere definitivamente la controversia senza ulteriori conseguenze giudiziarie.
L’episodio risale al gennaio 2020, quando la donna si era rivolta all’unità di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Sciacca per dare alla luce il proprio bambino.
Dopo il parto, secondo quanto denunciato, avrebbe riportato gravi menomazioni fisiche e psichiche, con una patologia irreversibile che ha compromesso in modo permanente la sua salute.
La paziente aveva avviato un’azione legale per ottenere il risarcimento dei danni, sostenendo che la menomazione fosse conseguenza diretta di una errata pratica sanitaria.
Il Tribunale di Sciacca, in primo grado, aveva accolto la domanda riconoscendo un risarcimento di oltre 150mila euro. L’Asp aveva quindi presentato appello alla Corte di Appello di Palermo, la cui udienza era fissata per gennaio 2026.
Durante la pendenza del giudizio, le parti hanno raggiunto un’intesa: l’11 luglio 2025 è stato sottoscritto un accordo transattivo con il quale l’Asp ha accettato di corrispondere 141.737 euro complessivi, comprensivi delle spese legali.
Con la firma dell’accordo, la vicenda può considerarsi chiusa, evitando così un ulteriore contenzioso e i lunghi tempi della giustizia.





























