Riduzione della pena in appello per due insegnanti agrigentine accusate di aver maltrattato un bambino di sei anni affetto da disturbi dell’emotività.

La quarta sezione penale della Corte d’Appello di Palermo, presieduta dal giudice Vittorio Anania, ha condannato le imputate a due anni di reclusione con sospensione condizionale della pena, riconoscendo loro le attenuanti generiche e facendo decadere la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici.

La condanna in primo grado

In primo grado il Tribunale di Agrigento aveva inflitto alle due maestre – una insegnante di ruolo e una di sostegno – quattro anni e un mese di reclusione, oltre all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e al risarcimento di 20 mila euro nei confronti del bambino, assistito dall’avvocato Salvatore Cusumano.

Le indagini e le telecamere in aula

La vicenda risale al 2020, quando la madre del piccolo, notando lividi sul corpo del figlio, decise di denunciare l’accaduto ai carabinieri.

Le indagini portarono all’installazione di telecamere all’interno dell’aula, che avrebbero documentato oltre otto episodi di violenza nei confronti del bambino, tra cui schiaffi, sberle, un calcio e il trascinamento del piccolo.

Le motivazioni della sentenza

Nelle motivazioni della sentenza di primo grado, il gup Giuseppa Zampino aveva parlato di “comportamenti vessatori reiterati nel tempo” e di abuso del ruolo educativo, sottolineando la gravità delle condotte contestate.

Con la decisione della Corte d’Appello, è stata ridotta la pena e concessa la sospensione condizionale, ma è stata confermata la responsabilità penale delle due insegnanti per il reato di maltrattamenti.

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri.