Proseguono le indagini della Procura di Agrigento nell’ambito dell’inchiesta su presunte irregolarità amministrative e favoritismi negli appalti pubblici.
Ieri mattina, i poliziotti della Squadra Mobile sono tornati negli uffici tecnici del Comune di Licata, in via Giarretta, per dare esecuzione a un nuovo decreto di perquisizione e sequestro firmato dai magistrati agrigentini.
Si tratta di un’attività investigativa che segue le precedenti operazioni svolte a metà maggio presso lo stesso Comune, nonché negli uffici del Municipio di Ravanusa e presso l’assessorato regionale all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità della Regione Siciliana.
Durante il blitz di oggi, gli investigatori avrebbero acquisito ulteriori provvedimenti amministrativi, documentazione cartacea e digitale, comprese email, elenchi, progetti e conversazioni.
“L’esito dell’attività di perquisizione sarà oggetto di successivi approfondimenti”, ha fatto sapere la Procura, che conferma l’impegno nel verificare eventuali violazioni delle normative sugli appalti e della riservatezza.
L’attenzione degli inquirenti si concentra infatti su presunti scambi illeciti di informazioni tra soggetti pubblici e privati, che avrebbero compromesso la trasparenza delle procedure di gara in corso.
Un comportamento che, se accertato, configurerebbe una violazione dell’obbligo di riservatezza imposto ai pubblici dipendenti per prevenire favoritismi tra imprese.
Tra i nomi al centro dell’indagine figura l’architetto Sebastiano Alessi, già dirigente dell’area P.O. 3 del Comune di Ravanusa fino al 31 dicembre scorso e, fino al momento dell’arresto, responsabile in convenzione del Dipartimento Lavori pubblici, Territorio e Ambiente – ufficio Vigilanza e Controllo del Territorio del Comune di Licata.
Le indagini, avviate da mesi, stanno ora entrando nella fase di analisi e incrocio dei dati sequestrati, con l’obiettivo di accertare eventuali responsabilità e ricostruire nel dettaglio i rapporti tra i soggetti coinvolti.































