Il dibattito sui pignoramenti avviati in questi giorni per il recupero dei tributi comunali non versati ad Agrigento si trasforma in un confronto pubblico.
Il Cartello sociale – composto dall’Ufficio di Pastorale Sociale della diocesi e dalle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil – esprime forte preoccupazione per le difficoltà economiche in cui versano numerose famiglie, invitando l’amministrazione comunale a ricercare un equilibrio tra legalità, equità e tutela dei più deboli.
Secondo il Cartello, il pagamento dei tributi resta un dovere morale e civile, ma il principio di giustizia deve accompagnarsi alla solidarietà.
In un contesto segnato da precarietà economica, rincari e situazioni di indigenza, l’avvio di procedure drastiche come i pignoramenti rischia – secondo le sigle – di alimentare sfiducia e aggravare il disagio sociale.
Da qui l’appello al Comune a prediligere mediazione, ascolto, dilazioni e strumenti di rateizzazione, nel rispetto dei limiti di legge su stipendi, pensioni e somme destinate ai bisogni essenziali.
Sulla vicenda interviene anche il sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè, che chiarisce il quadro delle procedure adottate. “Comprendiamo le difficoltà di molte famiglie agrigentine e siamo consapevoli che la riscossione dei tributi, quando arriva dopo anni di silenzio o disguidi, possa rappresentare un momento difficile”, afferma.
Il primo cittadino spiega che l’amministrazione ha optato per la riscossione diretta nel pieno rispetto della normativa, con l’obiettivo di recuperare circa 12 milioni di euro di mancati incassi risalenti al 2016. Finora è stato recuperato un milione di euro.
Dai dati forniti dal sindaco emergono 8 mila avvisi di pagamento emessi e notificati per oltre il 95 per cento. Solo 1.400 procedimenti hanno portato, al termine dell’intero iter previsto, all’attivazione dei pignoramenti. “Non si tratta di una campagna indiscriminata, ma di azioni mirate e proporzionate”, precisa Miccichè, annunciando che il percorso proseguirà gradualmente anche per le annualità successive.
Parallelamente, il Comune assicura misure di tutela per le situazioni più critiche: verifiche sui casi in cui i conti sarebbero stati bloccati integralmente, richiami alle banche sul rispetto dei limiti di legge, possibilità di sospensioni temporanee e rateizzazioni per le famiglie con comprovata fragilità sociale. Miccichè ricorda inoltre che nessun pignoramento può colpire il cosiddetto “minimo vitale” e che tutte le procedure sono sempre precedute da avvisi, solleciti e notifiche tracciate.
“La lotta all’evasione non può e non deve trasformarsi in un dramma sociale. Il nostro obiettivo non è colpire i cittadini, ma ristabilire giustizia fiscale e garantire risorse ai servizi”, conclude il sindaco, invitando chi è in difficoltà a rivolgersi agli uffici comunali per verificare la propria posizione.
Il Cartello sociale rinnova infine l’impegno a sostenere le famiglie vulnerabili e richiama al valore della giustizia sociale, ribadendo che nessuna norma può dirsi equa se non tiene conto del volto concreto delle persone.





























