Bullying, aggression and violence scene between two males, one young adult male punches his peer near a bricks wall

La Procura ha chiesto l’archiviazione del procedimento a carico di tre giovani accusati di avere violentato un uomo di 47 anni di Aragona affetto da insufficienza mentale.

La richiesta è stata avanzata dal pubblico ministero Elenia Manno, ritenendo che dalle indagini non siano emerse prove certe sull’episodio denunciato.

Il giudice per le indagini preliminari Alberto Lippini ha fissato per il 26 gennaio l’udienza in cui saranno sentite tutte le parti coinvolte, prima di decidere se accogliere la richiesta di archiviazione o disporre nuove attività investigative.

La vicenda era emersa dopo la denuncia presentata dalla madre della presunta vittima, che si era rivolta ai carabinieri dopo avere trovato gli indumenti del figlio sporchi di sangue e feci e dopo aver raccolto le sue confidenze.

L’uomo le avrebbe raccontato di essere stato abusato sessualmente. Una visita medica, secondo quanto riportato nella denuncia, avrebbe riscontrato lesioni compatibili con rapporti sessuali.

Durante l’audizione nell’ambito dell’incidente probatorio, il 47enne aveva riferito di essere stato condotto con la forza nel mercato coperto del paese, dove sarebbe stato costretto a subire violenze, mentre veniva deriso e ripreso con un telefono cellulare.

Secondo la Procura, tuttavia, le dichiarazioni rese sarebbero risultate contraddittorie e prive di riscontri oggettivi.

Gli investigatori non avrebbero trovato alcun video sui telefoni sequestrati, né immagini utili dalle telecamere di videosorveglianza del mercato, né elementi confermativi dalle intercettazioni effettuate successivamente. Una perizia psichiatrica ha inoltre definito la presunta vittima “suggestionabile” e non idonea a testimoniare.

Di parere opposto il difensore dell’uomo, l’avvocato Salvatore Pennica, che si è formalmente opposto all’archiviazione.

Il legale sostiene che il racconto del disabile sia coerente con la sua condizione mentale e ha chiesto ulteriori approfondimenti investigativi, tra cui l’audizione del medico che firmò il referto, la nomina di un collegio medico-legale esterno e di uno psichiatra forense, oltre a nuove verifiche sui dispositivi telefonici sequestrati.

Nel corso delle indagini, sui telefoni analizzati sarebbe stato rinvenuto materiale pedopornografico. Per questo motivo è scattata una nuova denuncia, trasmessa alla Procura di Palermo.

Gli indagati, assistiti dagli avvocati Alfonso Neri, Gerlandina Caramazza e Rosario Latino, hanno respinto ogni accusa.

Sarà ora il giudice per le indagini preliminari, dopo l’udienza del 26 gennaio, a stabilire se archiviare definitivamente il procedimento o disporre l’imputazione coatta.

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri.