Dopo quasi otto anni di udienze, si è concluso il procedimento giudiziario legato al sequestro di 34 panetti di hashish avvenuto nel gennaio del 2018 ad Agrigento.
Il tribunale ha emesso due condanne e tre assoluzioni, chiudendo un caso che aveva sollevato grande attenzione investigativa.
LE CONDANNE
A ricevere una pena detentiva sono stati:
- Massimo Altieri, 46 anni, originario di Palermo: 5 anni di reclusione;
- Luca Siracusa, 49 anni, di Agrigento: 2 anni di carcere.
LE ASSOLUZIONI
Sono stati invece assolti perché ritenuti estranei ai fatti contestati:
- Francesco Catania, 42 anni, di Siculiana;
- Giuseppe Chiappara, 39 anni, di Palermo;
- Salvatore Garofalo, 40 anni, anche lui palermitano.
Il pubblico ministero aveva inizialmente richiesto la condanna per tutti gli imputati con pene comprese tra quattro e sei anni, ma le difese – rappresentate dagli avvocati Daniele Re e Annalisa Russello – hanno ottenuto l’assoluzione di tre assistiti sostenendo l’assenza di prove concrete sul loro coinvolgimento.
L’OPERAZIONE DEI CARABINIERI
Le indagini presero avvio da un controllo del territorio in via Dinoloco. Due auto parcheggiate in maniera sospetta attirarono l’attenzione dei carabinieri, che decisero di approfondire la situazione fermando alcuni giovani palermitani.
Alla domanda sul motivo della loro presenza ad Agrigento, riferirono di essere in città “solo per una pizza”. Ma durante le perquisizioni vennero effettuati ritrovamenti ben più significativi.
IL SEQUESTRO: TRE CHILI E MEZZO DI HASHISH
Vicino all’abitazione utilizzata dal gruppo, in un terrapieno, i militari rinvennero venti panetti di hashish, presumibilmente lanciati poco prima alla vista della pattuglia. Altri panetti erano nascosti all’interno di un sacchetto della spesa in possesso dei giovani fermati.
Il quantitativo complessivo sequestrato fu di 34 panetti, per un peso di circa tre chili e mezzo, oltre a 4.000 euro in contanti. Secondo le stime degli investigatori, la droga avrebbe potuto generare oltre 40.000 euro una volta immessa sul mercato.
CONCLUSIONI
Una sentenza che arriva dopo un lungo iter processuale e che stabilisce responsabilità e ruoli in un presunto traffico di stupefacenti che, secondo l’accusa, era destinato al mercato locale. Con le condanne e le assoluzioni pronunciate, il caso si avvia alla sua chiusura giudiziaria.





























