La Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna a tre anni di reclusione e al pagamento di una multa di 11 mila euro nei confronti del gestore di un punto servizi per ricariche online a Racalmuto, ritenuto responsabile di aver svolto attività di raccolta scommesse senza le necessarie autorizzazioni.
La decisione della Suprema Corte rende esecutiva la sentenza emessa nel 2022 dal Tribunale di Agrigento, che aveva accertato l’assenza della concessione rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e della prescritta autorizzazione di pubblica sicurezza.
Attività di scommesse gestita all’interno del locale
Secondo quanto emerso nel corso del procedimento, l’esercizio commerciale non si limitava ai servizi di ricarica, ma veniva utilizzato come punto operativo per la gestione diretta delle giocate. I clienti avevano la possibilità di utilizzare un conto dedicato alle scommesse e ricevere eventuali vincite direttamente sul posto.
Dagli atti risulta inoltre che le credenziali di accesso al conto di gioco erano nella disponibilità del titolare, che le avrebbe fornite anche a un collaboratore incaricato di eseguire le operazioni richieste dagli utenti.
Perquisizioni, sequestri e testimonianze decisive per la condanna
La responsabilità dell’imputato è stata confermata sulla base di diversi elementi raccolti durante le indagini.
Tra questi figurano i risultati delle perquisizioni effettuate nel locale, il sequestro di materiale ritenuto riconducibile all’attività illecita e le dichiarazioni rese dal dipendente, che ha confermato il coinvolgimento diretto del titolare nella gestione delle scommesse.
Ulteriori riscontri sono stati forniti dal contratto di affitto dell’immobile intestato all’imputato e dal rinvenimento di denaro contante, pari a 1.730 euro, ritenuto collegato all’attività contestata.
Sentenza definitiva e quadro accusatorio confermato
Con la pronuncia della Cassazione si chiude definitivamente la vicenda giudiziaria, confermando la piena validità delle decisioni adottate nei precedenti gradi di giudizio.
La sentenza ribadisce l’obbligo di operare nel rispetto delle normative vigenti in materia di giochi e scommesse, settore soggetto a controlli rigorosi per garantire legalità e trasparenza.





























