È stata assolta con la formula “perché il fatto non sussiste” una donna di 25 anni di Agrigento, finita a processo con l’accusa di aver presentato una falsa dichiarazione per ottenere il reddito di cittadinanza, percependo complessivamente poco più di seimila euro.
La decisione è stata assunta dalla seconda sezione della Corte d’appello di Palermo che, accogliendo il ricorso presentato dall’avvocato Teresa Alba Raguccia, ha annullato la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione inflitta in primo grado.
Secondo l’impostazione accusatoria, la giovane avrebbe dichiarato di non disporre di un’abitazione, indicando come residenza la “casa comunale”, mentre dalle indagini sarebbe emerso che, durante il periodo della gravidanza, continuava a vivere con la famiglia di origine.
I giudici di secondo grado hanno però rilevato l’assenza di una prova piena e univoca sulla falsità della dichiarazione contestata.
Inoltre, è stato evidenziato come, anche in presenza della situazione abitativa emersa, la donna non avrebbe comunque perso i requisiti necessari per accedere all’erogazione del beneficio.
Alla luce di tali valutazioni, la Corte ha disposto l’assoluzione dell’imputata, ponendo fine al procedimento giudiziario.





























